IL DISABILE E IL VICHINGO

La storia che tiene banco, appena i vichinghi di AC Valhalla hanno messo piede nelle nostre console, è la bagarre tra Courtney Craven, fondatrice di un sito che affronta il tema della disabilità nei videogiochi e Ubisoft. Che poi in realtà non è questa gran battaglia.

Il fatto: la descrizione di un personaggio che dobbiamo sconfiggere riporta che questa è “terrorizzata che possano vedere la sua faccia sfigurata” motivo per il quale è piuttosto incazzosa. Craven ha twittato che è “assolutamente inaccettabile parlare di differenze facciali in questo modo”. Ubisoft ha risposto che si scusano per aver rafforzato involontariamente il linguaggio e che correggeranno la descrizione. Fin qui tutto bene.

E invece no.

Craven ha celebrato il fatto che si siano presi la briga di risponderle come una grande vittoria nella lunga strada dei diritti per i disabili, arrivando a paragonare il suo successo a quello di Biden. Ha fatto quello che farebbe un qualunque aspirante influencer se Chiara Ferragni lo taggasse in un suo post. Marketing spicciolo.

Ed è proprio ciò di cui le lotte vere per i diritti non hanno bisogno. Diciamo che il linguaggio definisce la nostra società e che un’attenzione ai termini è importante anche per l’educazione dei più piccoli. Ai miei tempi si usava definire “mongoloide” uno che era goffo a fare qualcosa. Oggi se lo dici, per fortuna, sei subito identificato come bimbominkia (con tutto il rispetto per i bimbiminchia che volessero farmi causa). Abbiamo fatto dei progressi, per quanto il tema della disabilità necessiti ancora di grandi sforzi. Per esempio anche questa moda di dire “hai la 104” andrebbe spazzata via.

Però qui la questione è un’altra: parliamo di un’opera di fantasia qual è il videogioco, ambientata in un’epoca violenta e brutale. La nostra avversaria non possiamo chiamarla “sfigurata” ma possiamo, anzi dobbiamo, farla a pezzi con la nostra ascia. C’è una soglia che divide il politicamente corretto dal ridicolo ed è quella linea immaginaria per la quale il sindacato dei rachitici non ha fatto causa a Gollum.

Le battaglie serie le combatti quando chiedi l’accessibilità dei giochi alle varie forme di disabilità, i controller speciali a prezzi abbordabili e in tutte quelle azioni in cui mostri l’empatia per le persone prima del tuo ego. E a chi si scandalizza per le critiche che Craven sta ricevendo, perché insomma anche lei ha una disabilità e bisogna trattarla bene, rispondo che è proprio in virtù della non discriminazione che, personalmente, la tratto come una qualsiasi stronza.

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