MI RILASSO E INVECE NO


Alcuni titoli, per come sono costruiti, portano in sé il DNA dello sclero facile.

Fifa, ad esempio, contribuisce da anni allo sviluppo di un mercato florido dei pad (nel lontano 2011 ne trovai uno sbriciolato nel mio giardino a causa di un rigore sbagliato dal mio vicino di sopra). Lo stress da Weekend League, i gol subiti sempre a tempo scaduto e l’esultanza per zittire l’avversario non aiutano all’armonia tra le popolazioni di gamer. Per non parlare del fatto che su fut puntualmente il tuo migliore amico trova Messi nei pack e tu Lasagna.

Warzone ti fa sudare sangue per arrivare tra gli ultimi dieci e poi vieni abbattuto dal cheater di turno o dal camperone con l’rpg. Anche in questo caso le finestre del vicinato vengono messe a dura prova dall’infinita serie di morti insensate che ti tocca subire.

Per far prendere una pausa alle mie corde vocali, ieri decido di rilassarmi con il simpatico Fall Guys. 

Per chi non lo sapesse è una sorta di Mai dire Banzai in versione Battle Royale, in cui devi superare dei percorsi a ostacoli e battere la concorrenza di altri 59 player vestiti da unicorni o scatole di latta.

Ebbene, signori, sotto la buccia colorata di quei simpatici omini, si nasconde l’orrore.

L’orizzonte caramellato e la colonna sonora da luna park ti confondono e alla partenza pensi che ti divertirai un mondo. Ancora non sai cosa si prova quando a un metro dal traguardo vieni scaraventato via da un palla di gomma, o quando scivoli sui tapis roulant, o quando un fottuto fagiolo ti agguanta e ti spinge nel burrone.

Ti sale una competizione che neanche alla corsa campestre delle medie, li ammazzeresti tutti quei bastardi, soprattutto quello che ti frega l’ultimo posto disponibile dopo che ti sei sbattuto come un caimano e hai le convulsioni per tutte le botte che hai preso lungo il tragitto.

La ciliegina sulla torta sono i round in cui c’è una divisione in squadre random e vieni eliminato per colpa di un tedesco che nel frattempo si era alzato per andare al cesso.

Alla fine sono tornato su Warzone ed ero così rilassato che ad ogni kill mi inginocchiavo accanto al nemico morto e gli dicevo “ti sento” come i cacciatori di Avatar.

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