Mi hanno rubato un post. Finalmente.

Questa mattina un tizio ha pubblicato in un gruppo facebook un post della mia pagina senza citare né me, né la provenienza e ha riscosso un buon successo di commenti e like (era il post sulle 7 tipologie di giocatori di warzone).

Questa cosa mi rende felice per svariati motivi.

Intanto mi sento come un cantante che ha la sua prima cover o uno stilista col suo primo abito in versione cinesata. E poi tutti quei commenti in realtà sono per me e sono piuttosto lusinghieri. È vero che io mi faccio il culo per farmi conoscere, tenere aggiornata la pagina e pago pure per pubblicare alcuni miei contenuti, ma faccio tutto questo perché credo fermamente nel progetto Nel nome del pad e nelle sue potenzialità. Credo nella qualità di ciò che scrivo e ci crede pure il mio plagiatore, se ha pensato che intestarsi il mio post gli avrebbe procurato qualche complimento.

Sì, lo so è un po’ triste questa cosa, non è un like che definisce quanto vali, figuriamoci un like scippato. Però chissene, a ognuno le piccolezze sue. Se poi il tizio riuscisse a monetizzare il mio talento, più che una denuncia per violazione del copyright credo che lo assumerei come mio procuratore.

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