L’AMORE AI TEMPI DI VERDANSK

Il portellone si è aperto illuminando i nostri volti. Ed è lì che ti ho vista.

Mi hai detto: scendiamo a Downtown, ma io già ti avrei seguito in capo al mondo.

Ho iniziato ad aprire casse, sperando di trovare fiori da regalarti, senza capire che tu volevi solo una mitraglietta.

Perdonami ma sono così emozionato che il sensore del battito cardiaco pinga me stesso.

Ho cercato fra i contratti, non c’era quello matrimoniale. Ho scelto conquista, ma è difficile stare fermo ad aspettare che si riempia la barra della tua attenzione.

Mi hai detto pushamo! Ed ero già contento, poi hai pingato il nemico ed ho capito che volevi farti lui.

Non ti ho mai detto quanto avrei voluto camperare con te, ti avrei preparato un giaciglio di ripari mobili e torrette, ma tu non sei una che fa queste cose, preferisci l’azione.

Poi ho scoperto che non stavi più nel mio team. Ti ho cercata col mirino termico, ma hai sangue freddo e un cuore full piastre.

Ho visto il gas in arrivo ed ho capito che non c’è una safe per i miei sentimenti.

Mi hai hittato, crackato e messo a terra, ma ho un kit di autorianimazione per stare insieme ancora un po’.

Sono timido e non riesco a sfiorarti senza laggare, forse riuscirò a parlarti solo quando mi avrai ucciso e avrò tre secondi di tempo, quelli di solito riservati alle imprecazioni in cuffia.

Ti urlerò quanto sei bella e poi starò in silenzio mentre ti allontani. Caricamento giocatore successivo…

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